Clavicembalo

Struttura

Come l’arpa, anche il clavicembalo ha le corde che non possono essere accorciate dall’intervento delle dita dell’esecutore e che quindi producono ciascuna un solo suono.
Si tratta di uno strumento con cassa di risonanza in legno e con una o due tastiere simili a quella del pianoforte e collegate a tre file di salterelli
1) corda;
2) asse della linguetta;
3) linguetta;
4) plettro;
5) smorzatore.

Queste ultime, poste in punti diversi della cordiera, mettono in azione dei plettri di cuoio che a loro volta sollecitano (pizzicano) le varie corde. Queste sono almeno tre per ogni nota e sono in genere accordate due all’unisono e una all’ottava superiore.

Premendo un tasto, il salterello sale e porta il così il plettro a pizzicare la corda dal basso in alto: un particolare meccanismo permette quindi al salterello di ridiscendere e di ritornare nella sua posizione iniziale senza pizzicare più la corda quindi è possibile far produrre allo strumento timbri diversi, inserendo o isolando, tramite opportuni cursori, ciascuna delle tre file di salterelli: questi possono così suonare contemporaneamente o singolarmente: in altre parole il clavicembalo può sfruttare vari “registri”; si possono inoltre ottenere particolari effetti, ad esempio i registri detti “di liuto” e “di arpa”, facendo pizzicare la corda, grazie ad uno specifico meccanismo, non dalla parte centrale del plettro, ma dalla sua estremità.

Tecnica

Si suona come il pianoforte ma, a differenza di questo, non richiede grandi problemi di tocco e di intensità poiché qualunque sia la pressione esercitata sul tasto, la forza con cui il plettro pizzica la corda è sempre la stessa: con il clavicembalo si producono quindi suoni di dinamica uniforme e per produrre contrasti di “piano” e di “forte” si possono al massimo registrare in diverso modo le due tastiere.

(A destra un piccolo Mozart in una tournée a Verona)

Diffusione

Iniziò ad essere usato verso la metà del Quattrocento e rimase in voga fino alla metà del Settecento quando fu soppiantato dal pianoforte.
Lo strumento ha avuto una grande diffusione nel periodo Barocco, perché forniva il sostegno armonico nelle esecuzioni d’insieme e, per la sua voce chiara e brillante, si imponeva anche come solista.

Il clavicembalo è ritornato in auge nel corso del Novecento in coincidenza con quelle tendenze “neoclassiche” che favorirono il recupero di stili e di movenze del passato preottocentesco.
Del resto il clavicembalo continua a venire ampiamente studiato e praticato, per poter eseguire i numerosissimi brani che sino alla metà circa del Settecento gli furono dedicati, ad esempio da Johann Sebastian Bach.

Timbro

Il clavicembalo è uno strumento dotato di un timbro metallico e cristallino.
Con l’uso di alcuni registri può tuttavia acquistare una sonorità sorda ed ovattata.

Particolarità

Molto sono i clavicembali conservati nei musei di tutto il mondo: una caratteristica che li accomuna e l’abbondanza di abbellimenti decorativi della cassa di risonanza. .

Simili al clavicembalo sono la spinetta e il virginale di carattere domestico e assai più piccoli nelle dimensioni, sono strumenti senza gambe, così da poter essere appoggiati su un tavolo;
dispongono di una sola tastiera e di una sola corda per ogni tasto
Ebbero larga diffusione nel corso del Rinascimento: il virginale, in particolare, fu molto usato dai musicisti britannici.

Buona Musica!